Foto di un documento risalente al 1851Nell'anno 1886, Zanuttig Francesco figlio di Luigi, soprannominato "Il Sech", ottiene dall'autorità preposta la concessione per la vendita di bevande ed apre l'osteria coadiuvato dalla moglie Maria. Nelle stanze illuminate con lampade a petrolio si vende vino a 14 soldi il boccale (pari a 70 centesimi di Lira), servito in brocche di terracotta. Il sopranome di Francesco diviene saldamente legato all'osteria che fu così denominata "Osteria dal Sech".

Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale 1915-18, gli Autieri del IV Gruppo dell'Esercito Italiano occupano parte della proprietà e costruiscono un deposito interrato di carburanti. L'osteria e parte del fabbricato sono requisiti e destinati a mensa e alloggio per gli ufficiali. Viene anche eretto un monumentino di pietra, a forma di piramide, con l'iscrizione e lo stemma del reparto. Al suo fianco troviamo la fossa, costruita con sassi a secco, usata per l'abbeveraggio dei cavalli e del bestiame.
Il 27 Ottobre 1917, dopo lo sfaldamento dell'Armata Italiana a Caporetto, il Comando Germanico invade il territorio ed assume la gestione civile, l'osteria diviene tappa dei Gendarmi Austriaci. Il deposito carburanti passa al nemico.
Di seguito, finito il conflitto, nel 1900 la conduzione dell'osteria e dell'azienda agricola è affidata al nipote Francesco, figlio di G.Batta, che diviene erede per lascito nel 1927, dopo la morte dello zio "Il Sech". Il Podestà di Cividale, Giuseppe Muloni, il 18 Febbraio 1930 rilascia a Francesco la licenza per il commercio e vendita al pubblico di merci al minuto, permettendo la somministrazione, oltre che del vino, anche della birra.
Nel 1929 il vecchio fabbricato è in parte demolito e, ristrutturato il nucleo agricolo, viene costruito il nuovo edificio a tre piani comprendente l'abitazione, il granaio e, al piano terra, l'osteria con annessa cantina. Nell'antistante giardino, contornato da tigli, ipocastani e conifere, vengono anche costruiti i campi per il gioco delle bocce, molto in voga all'epoca.
La bella cornice naturale che li circonda suggerisce al Checo e alla moglie Leonilde d'intitolare l'osteria "Al Giardino". L'esercizio, divenuto luogo d'incontro d'amici per la partita a bocce o a carte (briscola e tresette), è gestito prevalentemente da Leonilde, mentre Francesco si occupa dell'azienda agricola.

Foto della Trattoria al Giardino nell'anno 1959Il secondo conflitto mondiale porta tragici momenti di dolore e lutti: Francesco, accorso volontario con le formazioni patriottiche a liberare Cividale dall'occupazione tedesca, sacrifica la sua vita nei combattimenti protrattasi dal 28 Aprile al 1 Maggio 1945.
Gli succede la figlia Rina che, dopo il matrimonio con l'insegnante Giuseppe Iacolutti, nel 1952 cessa la conduzione diretta dell'azienda agricola e dell'osteria. L'esercizio viene così affidato a Florida Elda.
Giuseppe promuove la trasformazione dell'ambito rurale in abitazione civile. L'Amministrazione Comunale demolisce il monumento a ricordo degli autieri del 1915-18, elimina la fontana pubblica e chiude la fossa per dare spazio alla pesa pubblica ed al distributore di benzina.
Agli inizi degli anni 60 vengono eseguiti i primi lavori di trasformazione degli spazi interni e viene realizzata la grande sala destinata al servizio Bar con l'impiego della macchina per il caffè espresso. Viene anche trasformata la licenza e classificata come "Osteria con cucina" consentendo, così, il confezionamento e la somministrazione di pasti caldi. La gestione è affidata a Pontoni Giovanna che avvia anche il posto telefonico pubblico a servizio della comunità.

Foto di parte dell'edificio del '700 dopo il restauroAlla vigilia dell'evento tellurico che colpì il Friuli nel 1976, l'osteria ottiene il cambio di categoria in "Trattoria Al Giardino". La licenza e la gestione passano a Battiloro Paola e la conduzione della cucina è nelle mani della cuoca Enzina che mantiene la qualità nella preparazione dei pasti.Nel 1990 l'attività viene interrotta per i notevoli lavori di ristrutturazione ed ampliamento dell'edificio. Viene così rifatta la pavimentazione con la distribuzione dell'impianto di riscaldamento. Vengono messi a nuovo e a norma di legge i servizi igienici e la cucina viene ampliata e dotata di nuovi impianti. Aumentano, all'esterno, gli spazi riservati al verde. I locali vengono poi affidati ai fratelli Lenisa che introducono il confezionamento della pizza.

Nel 2001, mia moglie ed io, rileviamo la gestione dell'esercizio e, dopo un ulteriore rinnovo ed adeguamento dei locali, il 14 Settembre inauguriamo il "Ristorantino Pizzeria IL GIARDINO 1886"che, dalla nascita della vecchia osteria, dopo una lunga storia di lavoro, di scelte, d'impegno verso una costante crescita dell'attività e una costante ricerca della qualità, ci pone oggi nella più antica tradizione storica dei ristoranti della Città Ducale.


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Ristorantino Pizzeria -" IL GIARDINO 1886" - Via Doria 1 - 33043 - Gagliano di Cividale del Friuli (Ud) - Tel. 0432/731140